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martedì 20 dicembre 2016

Verso la luce - Luca Benassi su Percorsi di Cinzia Marulli

Verso la luce
Una raccolta fatta di sentieri, strade da percorrere, consapevolezze raggiunte
Luca Benassi su Percorsi (Ed. La Vita Felice 2016) 
Pubblicato su Noi Donne Novembre 2016


Da tempo vado affermando, anche su queste pagine, la necessità di una poesia che sappia nutrire la speranza e la voglia di vivere, ben sapendo che il bene e la luce non fanno notizia nel giornalismo e non conquistano grandi spazi in letteratura. Sembra, anzi, che per essere artisti sia necessario raccontare il dolore, scendere nell’abisso della psiche e risalirne con un grumo di incubi, spesso concettosi e incomprensibili. Cinzia Marulli è invece poetessa del sole, della ricerca della “bellezza in ogni cosa, in ogni volto” sapendo che è “dolcissimo addormentarsi sotto la chiara luce del bene”. L’ultimo suo libro, Percorsi, pubblicato da La vita Felice nel 2016, è una raccolta fatta di sentieri, strade da percorrere, consapevolezze raggiunte dopo aver affrontato i morsi e le unghiate dell’esistenza. È un testo che sembra in contrasto, per maturità e coscienza dei sé, con l’età relativamente giovane dell’autrice. Appare, infatti, come un libro della senilità, soprattutto nell’ultima sezione che contiene una dolcissima e serena meditazione sulla morte, come luogo dello svelamento, della pace, soprattutto come meta dei percorsi della vita, come tempo della completezza. Scrive Jean Portante nella prefazione: “questi Percorsi sono come aquiloni. Volano, si avvicinano alle nuvole, ma nessuna mano le abbandona. Ed è così, la mano del poeta distribuisce i fili dal centro dell’esistenza. In questo senso, Percorsi è un libro di bilanci, e il ritorno è un viaggio intimo verso il centro dell’io”. Non mancano in questa raccolta temi forti, sulla Shoa, la guerra, le mutilazioni genitali femminili, ma sempre affrontati con la forza di un cuore che vede una ragione di speranza nella notte del dolore. Marulli adotta una scrittura piana, chiara negli esiti, di immediata presa su chi legge, che deriva anche dalla sua esperienza di traduttrice, soprattutto di poesia cinese ed orientale.

Cinzia Marulli è nata a Roma dove vive e lavora. È curatrice della collezione di quaderni di poesia Le gemme (Ed. Progetto Cultura). Ha pubblicato in poesia: Agave (LietoColle, 2011), Las Mantas de Dios-Le coperte di Dio (in versione bilingue italiano- spagnolo, Ed. Progetto Cultura, 2013), Percorsi (ed. La Vita Felice, 2016). Sue poesie sono state tradotte in cinese, francese, greco, inglese, rumeno, spagnolo e slovacco. Ha tradotto alcuni tra i principali poeti cinesi contemporanei (Bei Dao, Mang Ke).

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Forse è nel silenzio che si ascolta
la musica più sublime
in quel vuoto che avvolge
tra la sospensione ansante del respiro
e l’attimo incerto sul bordo del destino.

Nell’apparente conclusione di un percorso
si sfiorano i sentieri del domani.

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Le mani nella terra umida e gravida
ogni giorno come in un rituale.

La terra
per sentirsi terra
nella quiete di questa vita.

Beviamo la spiga del futuro,
e attendiamola gialla, profumata
per sgranarla come un rosario.

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È bello il cerchio
perché non finisce mai
perché ogni punto sulla circonferenza
è equidistante dal centro
perché è tondo come il ventre

pregno di una madre.

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